Mario Falcetti

Da quanto tempo ti occupi di Franciacorta?
Mi sono occupato di Franciacorta a partire dall'inizio degli anni '90 quando lavoravo all'Istituto di San Michele all'Adige e con il mio gruppo di ricerca abbiamo fornito il supporto all'Università di Milano per lo studio della vocazione viticola del territorio. Questo lavoro ha evidenziato la suddivisione della Franciacorta in 6 diverse Unità di Territorio che ancor oggi sono alla base delle scelte per la creazione delle Quvée di Quadra. Più direttamente il mio arrivo in pianta stabile è avvenuto verso la fine del 1996 quando ho assunto la direzione di Contadi Castaldi. Nel 2003 con Ugo Ghezzi ho partecipato alla fondazione di Quadra, aziendadi cui mi occupo a tempo pieno dal 2008.
Quando e come è nata questa tua passione?La mia passione è nata nel tempo, progressivamente ammaliato dalle scoperte che ho fatto e dalle conoscenze che ho acquisito. Infatti come ho raccontato nel capitolo dedicato alle bollicine (Bollicine: mon amour) in Terre il libro autobiografico che ho pubblicato un paio d'anni fa, è una passione "viscerale capace di dominarmi... un amore sbocciato lentamente, che ha avuto bisogno di meditazione,
di coinvolgimento progressivo, di illuminazione".
Hai notato grandi cambiamenti nei gusti dei consumatori in questi anni? Sicuramente il gusto del consumatore è figlio del tempo in cui si manifesta; è moda che si fa gusto ma è anche gusto che diventa moda, in un circuito virtuoso, talvolta vizioso! Più in dettaglio mi sento di affermare che ho visto il consumatore ricercare progressivamente, a partire dai vini "anonimi" stile "bianco carta" degli anni '80, una identità territoriale e varietale che ha avuto l'apice con la ricercadel barocco fine a se stesso (vini rossi ipertrofici) negli anni '90, per poi ripiegare verso la semplicità, spesso esasperata, identificata nella "facilità di beva" degli ultimi anni. Personalmente credo che lungi dagli estremi tra i quali oscilla il pendolo del gusto si debba lavorare a dare evidenza al progetto-vino che sia portare di originalità, personalità, stile, oltre alla innegabile qualità.
Come si difende il Franciacorta rispetto alle bollicine d’oltralpe?
La Franciacorta è una identità completamente diversa rispetto alle bollicine d'Oltralpe. Geografia, clima, storia, notorietà e diffusione non sono minimamente paragonabili. Diverso è se si pone il confronto sulla qualità, sui caratteri distintivi, sullo stile originale, ma soprattutto sulla non volontà di emulare questa o quella maison. Infatti se la tradizione è innegabilmente a favore dello champagne - e lo sarà per sempre - l'innovazione, l'interpretazione, l'originalità e la diversità del nostro territorio - la Franciacorta -, il Made in Italy sono elementi che possiamo mettere in campo a nostro favore.
E rispetto alla crisi di questi ultimi anni?
La crisi si è progressivamente avvicinata anche al mondo del vino. In questo ambito finora le bollicine hanno tenuto più di altre tipologie. Ma ciò non basta. E' necessario continuare ad investire in ricerca sul prodotto, sulla qualità proposta a 360° - dalla vigna al calice del consumatore. Per questo motivo Quadra si è affidata ad un partner commerciale di prim'ordine per garantire il trasferimento della qualità ricercata in vigna e in cantina anche nelle fasi complementari rispetto alla produzione: promozione, vendita, logistica, distribuzione, assistenza alla clientela.
Qual’è il prodotto di Quadra che ha performato meglio nell’ultimo anno?
Nell'ultimo anno il prodotto che in assoluto ci ha dato maggiori soddisfazioni è stato il brut, seguito dal saten. E questa tendenza sembra essere confermata anche nel 1° quadrimestre del 2010.
E quello in cui ti vedi di più? In questo momento, e sottolineo in questo momento, mi piace la complessità del brut, ma mi stimola l'azzardo stilistico del rosé. Anche se le novità che stanno affinando in cantina e delle quali le Quvée 15 (2004), 18 (2005) e la 21 (2006), di prossima uscita, ne sono già una tangibile avvisaglia.
Quali sono i prodotti Quadra che secondo te cresceranno per la maggiore in futuro?
Difficile prevederlo anche se mi aspetto un grande balzo in avanti da parte del brut, oggi una grande interpretazione di Franciacorta non millesimato, così pure da parte del rosé la cui anima concepita sulla prevalenza del pinot nero lo rende estremamente elegante ed originale.
Ci sono novità all’orizzonte? Eccome. Il futuro sarà una fucina di novità. Novità concettuali, novità stilistiche, novità esecutive. Per ora in cantiere ci sono il dosaggio zero, frutto della vendemmia 2008 in bottiglia da un anno, la cui uscita è prevista nel 2013 e sarà un Franciacorta "duro e puro". La vendemmia 2009 ci ha riservato la creazione del "Franciacorta che non c'é" o meglio "che non c'é mai stato prima d'ora"; da scoprire nel 2014. Altre idee attendono ansiose la vendemmia 2010 che sicuramente porterà il suo contributo su tutta la gamma attuale.
Evoluzione del mio pensiero
ad oggi, 18 maggio 2010,
giorno del mio 50° compleanno.
Mario Falcetti




