Simona e Roberta Vitali: Rocca di Fabbri

ROCCA DI FABBRI & Co.

Simona e Roberta Vitale, le proprietarie di questa grande Azienda Vinicola rispondono alle nostre domande.

A quanti anni avete cominciato a lavorare in azienda?
Simona:
a 21 anni dopo essermi diplomata e dopo aver trascorso un periodo di circa un anno in Western Australia dove mio zio aveva impiantato un vigneto e facendo quindi esperienza in vigna e in cantina.
Roberta: a 20 anni frequentando la facoltà di agraria di Perugia, ho iniziato a lavorare in azienda affrontando con fatica l’obsoleta mentalità dei vecchi “fattori” di campagna.
 

Quali sono i vostri ruoli? Di che cosa vi occupate principalmente?
S: Mi occupo di amministrazione, soprattutto degli incassi che in questo periodo sono lo scoglio più grande del nostro lavoro, e della direzione della struttura ricettiva “ Subretia Residenze di Campagna”, quindi contatti con le varie agenzie e partecipazione a fiere del turismo.
R: Mi occupo della direzione generale della azienda dopo aver sostenuto tutti i ruoli, da cantiniere a magazziniere a vignaiolo. Ora lo staff di Rocca di Fabbri è diventato molto professionale e consapevole e quindi posso permettermi di incontrare l’enologo Dott. Giorgio Marone insieme all’enotecnico Dott. Gianfrancesco Paoletti ogni 15 giorni e l’agronomo Dott. Marcello Santucci mensilmente. A questo si aggiunge il controllo dell’enorme mole di lavoro che purtroppo accompagna ogni azienda vitivinicola con cambiamenti continui di norme legislative.
 

Cosa vi appassiona di più del vostro lavoro?
S: Continuare l’opera di mio padre con correttezza ed impegno, cercando di mantenere il gusto, l’eleganza e lo stile che lo hanno sempre contraddistinto.
R: Mi appassiona il fatto di creare continuamente cose nuove e di avere a che fare con una materia prima, l’uva, che in ogni stagione può provocare grandi entusiasmi ma anche grandi delusioni.


Siete sempre più donne in questo settore, qual’è secondo voi il valore aggiunto della donna nel vino?
S: La professionalità, la serietà e la concretezza tipica dell’essere umano femminile
R: Il valore aggiunto della donna nel vino è sicuramente la concretezza, la dolcezza e l’eleganza che si percepisce nei vini. La figura professionale femminile si nota molto anche in cantina, generalmente le cantine gestite da donne sono molto più pulite e ordinate poiché le donne da secoli sono abituate a gestire l’organizzazione familiare.
 

Secondo voi una donna, in questo ambito, fa più fatica ad affermarsi?
S: Si, in tutti gli ambiti in Italia, dove l’occupazione femminile è la più bassa e la più mal pagata in Europa.
R: Si, all’inizio ho avuto grandi difficoltà soprattutto nella gestione della vigna dove lavoravano tutti uomini anche di età avanzata e non accettavano le mie direttive, pensi che adesso in vigna la potatura invernale è affidata quasi esclusivamente a donne! Con il progredire delle macchine in agricoltura, il lavoro manuale è diventato non più faticoso come un tempo. Comunque il nostro “fattore” è un giovane uomo preparato e responsabile. In passato ho avuto difficoltà nella gestione degli agenti, ora finalmente, grazie alla Meregalli s.r.l., il problema non è più mio!!

Oltre al Subretia, avete qualche altro nuovo progetto importante nel futuro della vostra azienda?
Risposta di entrambe: Nei nostri progetti c’è il desiderio di completare un opera iniziata da nostro padre, rendere viva una antica stupenda “ gualchiera” della prima metà del XIV secolo, situata a Pale di Foligno, circondata dal fiume Menotre, in un paesaggio particolarmente suggestivo, in una struttura ricettiva di particolare pregio dove poter “coltivare” e ricercare i propri sentimenti e il proprio io. La suggestione mistica che si respira in Umbria è profonda fin dai tempi di San Benedetto da Norcia, San Francesco d’Assisi e Santa Rita da Cascia.
 

Oltre al vino, amate anche il settore dell’ospitalità, che cosa vi appassiona di più di questo settore?
S : L’incontro con persone interessanti, colte, piacevoli e di ogni parte del mondo, scambiarsi opinioni, dare consigli su quello che merita essere visto.
R: non sono una grande appassionata dell’ospitalità, il sogno che mi piacerebbe realizzare è quello di rimettere in funzione l’antica centrale idroelettrica per la produzione di energia pulita che si trova nella “ gualchiera”, ma da anni siamo ancora in attesa della risposta dalla burocrazia regionale.
 

 

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