Festa della Repubblica
MARSALA SUPERIORE DRY di CURATOLO ARINI con PECORINO SICILIANO DOP
Il Marsala può essere considerato anche un vino da aperitivo, purchè servito ghiacciato e in abbinamento a formaggi speziati o dall’alta stagionatura. Per un aperitivo da buongustai basta abbinare al Marsala Superiore Dry di Curatolo Arini, per esempio, ad un pecorino siciliano dop stagionato. Questo speciale Marsala Dry è un vino liquoroso con note bilanciate di mandorle tostate, fichi secchi e uva passa, con delicati sentori di vaniglia e legno. E’ morbido, elegante e moderatamente secco. Da servire ghiacciato con il carrello dei formaggi oppure (per i più tradizionali) con pasticceria secca.

Il Pecorino Siciliano è ottenuto con latte crudo intero di pecore autoctone di razza detta Piperita o Siciliana. Razza rustica, vive in ambienti molto difficili con estati siccitose e inverni rigidi. Il latte destinato alla produzione del Pecorino Siciliano Dop deve provenire da una o massimo due mungiture consecutive, in genere quella serale e quella del mattino successivo. La lavorazione del latte deve essere eseguita entro 24 ore dalla prima mungitura. Il latte destinato alla trasformazione in Pecorino Siciliano deve provenire da allevamenti dove l'alimentazione prevalentemente è basata sul
pascolo. Al Pecorino Siciliano è stata attribuita la Denominazione di Origine Protetta. Questo formaggio viene prodotto esclusivamente con latte di pecora e molto spesso può presentarsi nella versione con il pepe nero aggiunto, a grani interi, al momento dell'incanestratura. Colore e sapore sono molto caratteristici, con l'età, si fa più piccante e ricco di aroma. Ha pasta bianco/giallina, in base alle differenti tecniche usate, viene stagionato da 3 a 18 mesi ed il peso è variabile da 4 a 15 kg.
CROSTINI DI POLENTA CON RADICCHIO E GORGONZOLA e BAROLO RAVERA
Un vino che sicuramente identifica l’Italia è il Barolo. L’azienda Elvio Cogno è sicuramente una delle principali esponenti di questo grande vino. Il Barolo Ravera dal colore rosso granato intenso e dal profumo elegante e potente; evoca sentori di rosa canina, di menta, di tabacco, che col tempo volgono a profumi speziati, di caffè, di liquirizia, di tartufo ed infine di cuoio e di minerali. In bocca appare pieno, rotondo, di grande struttura; ricorda la confettura di prugne, la mora appassita. E’ un ottimo vino da meditazione, eccelle con carni brasate, selvaggina, grandi arrosti oppure formaggi stagionati ma non piccanti. Ma per proporre qualcosa di più light (vista la stagione) si può apprezzare anche abbinato a dei crostini di polenta con gorgonzola e radicchio... Per chi non rinuncia mai ai grandi rossi!

Ingredienti per 4 persone:
Polenta di mais (anche avanzata dal giorno prima)
3-4 cespi di radicchio lungo trevigiano
100g di gorgonzola
1 scalogno
olio
sale, pepe
Predete la polenta, rovesciatela in una teglia da forno rettangolare, unta o rivestita di carta forno. Livellate la superficie fino a raggiungere uno spessore di circa un centimetro. Lasciatela raffreddare se appena fatta. Pulite il radicchio e separate le foglie incidendo, se necessario, la costa centrale che in cottura potrebbe rimanere più dura. Tritate lo scalogno e rosolatelo dolcemente nell’olio senza far colorire. Aggiungere le foglie di radicchio intere (non tritate) e cuocere per qualche minuto coperto. Insaporite con sale e pepe. Sformare la polenta e con l’ausilio di un coppapasta rotondo ricavate tanti dischi che posizionerete su una placca da forno unta. Usate forchetta e cucchiaio per arrotolare il radicchio, e sistematelo sui dischi di polenta lasciando un buchetto al centro che fungerà da contenitore per i cubetti di gorgonzola che avrete precedentemente tagliato. Infornate a 200°- ancor meglio, usate il grill - per circa 10 minuti o fino a quando il formaggio non si sarà sciolto.



