Clarendelle... La Mission del Principe

CLARENDELLE LA MISSION DEL PRINCIPE

Nei primi del 900, Clarence Dillon, eminente finanziere a livello internazionale, visita Bordeaux. Il mondo occidentale attraversa a quel tempo una grave crisi economica e la zona di Bordeaux non è risparmiata. La maggior parte dei vigneti, i più rinomati della regione, vengono messi in vendita, tra i quali figura l’illustre Château Haut-Brion, Premier Cru Classé. Sedotto dal fascino diChâteau Haut-Brion, Clarence Dillon vede l’occasione unica che rappresenta questa elengante e leggendaria proprietà. Clarence scopre un gioiello puro che non chiede altro che brillare nuovamente; entra così subito in trattative per cercare di aggiudicarsi la proprietà e chiede al suo ufficio parigino di seguire le negoziazioni e dopo la sua partenza per gli Stati Uniti, scoprirà di essere riuscito ad aggiudicarsi lo Château. Tutto ciò segna il debutto di un impegno e di un attaccamento familiare durevole verso questa proprietà ed i vini di Bordeaux. Nel 1983, la famiglia Dillon acquisisce anche la vicina proprietà di Château La Mission Haut-Brion. Settanta anni dopo l’arrivo di Clarence Dillon a Bordeaux, il Principe Robert de Luxembourg, suo pronipote, apre un nuovo capitolo nella storia della famiglia Dillon a Bordeaux, creando Clarence Dillon Wines e Clarendelle.
Ho preso in mano le redini dell’azienda nel 1997” racconta il Principe, “ Da subito mi sono dedicato a tempo pieno alla sua conduzione, cercando di fare da trait d’union tra la generazione che mi ha preceduto e quella che mi seguirà, per perpetrare la tradizione e l’assoluta qualità dei nostri prodotti. Il tutto con il prezioso ausilio del nostro direttore generale, Jeran Philippe Delmas e della sua qualificata équipe” Nel 2002 il gruppo si rende conto che il segmento dei vini Premium funziona molto bene all’estero, soprattutto per i mercati di alcuni Stati europei, Italia e Ungheria in primis. Ecco perchè, facendo tesoro delle esperienze altrui, la Clarence Dillon Wines ha lanciato sul mercato interno una nuova linea di bordolesi, Clarendelle, l’alternativa europea a una creazione del Nuovo mondo: i vini di marca Premium. “ Abbiamo ricevuto molte critiche in rapporto a questa scelta di rottura, ma volevamo creare un nuovo modo di intendere e apprezzare i vini di Bordeaux” spiega il Principe. “Il pericolo principale era produrre vini che non fossero all’altezza del prestigio del nostro Domaine, ma ci sono stati d’aiuto la nostra cultura e la conoscenza perfetta del terroir. Per noi è stata una grossa scommessa creare, lanciare e far capire i vini di marca bordolesi, emancipandoli dallo Chateau di riferimento, fatto salvo il suo stile, che mai avrà soluzione di continuità in tutta la gamma”.Le uve per la produzione dei Clarendelle sono scelte e acquistate presso selezionati produttori vitivinicoli di fiducia, i quali conferiscono costantemente una perfetta
materia prima (frutto di rese molto basse per ceppo) proveniente da diverse denominazioni d’origine: Graves, Fronsac, Saint-Emilion e altre. “I vini hanno avuto un grande successo di vendita e sono già esportati in 17 Paesi, frutto delle molte e importanti collaborazioni che la Clarence Dillon Wines ha posto in essere, tra cui quelle con il gruppo alberghiero di Alain Ducasse e con la compagnia aerea Swiss Air”.

Fonte Intervista: SpiritodiVino
febbraio/marzo 2009

 

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