La zona del Soave

LA ZONA PIU'SOAVE

Verona è la città della più celebre storia d’amore cantata da William Shakespeare: Romeo e Giulietta, ma è anche terra di fantastici vini. Per rimanere sul tema dell’amore ecco alcuni cenni storici del vino bianco più rappresentativo di questa città: il Soave, rappresenta infatti da solo con i suoi 500.000 ettolitri il 40% della produzione D.O.C. della provincia di Verona.
Antichissime sono le testimonianze della coltura della vite nella zona del Soave e grande è la fama di questo vino fin dai tempi più remoti della storia. Probabilmente seguendo l'esempio degli Etruschi, Veneti e Celti diedero inizio alla coltura della vite ed alla produzione del vino.
Quando i Romani si vennero a stanziare nel Veronese non fecero altro che incrementare le terre coltivate e la produzione. Le cantine dovevano mettere in commercio un pregiato vino retico. Poi per la commercializzazione, coi carri lo si trasportava, in anfore o botti, ai magazzini del porto fluviale veronese dietro Santa Anastasia o ai depositi in zona Campon.
Qui avveniva l'imbarco sui barconi fluviali diretti nell'area mediterranea o, meglio ancora, su per le terre imperiali lungo il Reno e il Danubio. Anche i monaci si trasformarono in viticoltori dissodando terreni e promovendo la diffusione della vite.
Solo dopo il degrado dell'età barbarica che causò in parte l'abbandono della coltura della vite intorno all'anno Mille, queste zone ripresero lentamente vita difendendosi coi castelli dalle ultime invasioni ungariche. Ruderi ed integri manieri fanno ora parte cospicua del paesaggio.
Da Montorio ad Illasi, da Soave a Monteforte d'Alpone, miriadi di rocche costellano le alture. Guelfi e Ghibellini, Monticoli e Sanbonifacio, Scaligeri, Visconti, Carresi e Serenissimi Veneziani s'incontrarono e scontrarono frequentemente da queste parti. Venne di seguito il tempo delle ville di campagna. Borghi, castelli, ville e palazzi avevano il pregio dell'armonico inserimento nel contesto dei luoghi.
Il decollo enologico veronese ebbe la sua svolta positiva verso la fine dell'Ottocento. Nuove tecniche produttive e una continua ricerca per il miglioramento della qualità furono e sono tuttora le basi del successo di questo vino. Nel Novecento, esposizioni mostre e manifestazioni fecero conoscere all'intero mondo questo piacevole, raffinato e “soave” prodotto.

( fonte: www.vinisoave.it )

 

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