La Sardegna


STORIA E CURIOSITA’ SULLA SARDEGNA VINICOLA

Il vino e la Sardegna hanno un legame antichissimo, influenzato dalle invasioni e dai domini subiti dall'isola nel corso dei secoli. Secondo alcuni studiosi sarebbero stati Semiti, Cretesi e Fenici ad introdurre la vite durante la loro permanenza. Questi erano sopratutto i popoli che venivano dal mare: inizialmente fenici e cretesi e successivamente i punici, i romani e i bizantini. I fenici oltre che un popoli di grandi navigatori erano anche abili viticoltori e furono tra i primi a diffondere la cultura del vino in Sardegna impiantando le prima colture vicino alle colonie di Tharros e Karalis. Si insediarono soprattutto nelle zone costiere del cagliaritano, del Sulcis e del Sinis e sfruttarono questa risorsa per il commercio nel bacino mediterraneo, come i Greci, arrivati successivamente (siamo nel VII secolo a.C.). Furono però i punici a trasformare la viticoltura in Sardegna in una fiorente attività legata al commercio del vino. Il commercio del vino in Sardegna si diffuse ulteriormente con l'arrivo dei romani che ne stabilizzarono le produzioni. Dopo le distruzioni legate alle invasioni barbariche, la vite e il vino in Sardegna ripresero vita con l'arrivo dei bizantini che introdussero il vitigno della Malvasia nelle zone di Bosa e Cagliari, inoltre introdussero normative che regolavano le produzioni vitivinicole in un'agricoltura ormai consolidata. In tempi recenti la superficie vitata in Sardegna ha subito una notevole riduzione sino ad attestarsi intorno ai 40.000 ettari. Importanti produttori come Argiolas hanno puntato sulla rivalutazione dei vitigni autoctoni e grazie alle moderne tecniche enologiche unite alla tradizione hanno dato vita a vini che competono con le migliori produzioni italiane, infatti la maggior parte dei vini viene venduta fuori dalla Sardegna e all'estero. La produzione è concentrata sui vini rossi di qualità, ma grazie alla spinta del Vermentino di Gallura che è diventato un DOCG, anche i vini bianchi hanno avuto un notevole incremento sino ad attestarsi al 45% della produzione. I vini della Sardegna ormai hanno consolidato il loro mercato, apprezzati per le loro caratteristiche organolettiche inconfondibili che solo il clima, il mare e la terra della Sardegna possono dare, gusti che rimangono impressi nel turista che approda nell'isola ma che sanno conquistare anche estimatori lontani che ancora non conoscono questa isola magica.
 
IDENTIKIT DEI VITIGNI TIPICI SARDI
 
 
Il Cannonau
Secondo alcuni esperti la coltura del Cannonau risale all'epoca nuragica; altri sostengono che sia una modificazione del Cannonazo di Siviglia, del Granaxa aragonese o addirittura dell'Alicante portato in Sardegna dai gesuiti. In Francia lo troviamo col nome di Grenache. E' sicuramente il vino più famoso ed il vitigno e' coltivato praticamente in tutta l'isola. Nonostante la diffusione,la quantita' ottenuta non e' elevata:la resa per ettaro e' all'incirca di 50 quintali mentre quella massima consentita e' di 100. Il gusto particolare e la fragranza del Cannonau varia da zona a zona, anche se in genere notiamo il profumi etereo e speziato, il colore rubino che tende al granato,un gusto avvolgente e caldo d'alcool con
un retrogusto che si avvicina al sapore del cioccolato amaro. Oggi con le moderne tecnologie questo vino e' imbottigliato dopo un breve passaggio in botte.
 
Il Carignano
La zona de Sulcis costituì una delle prime zone d'insediamento dei Fenici, che cominciarono subito a produrre vino per commercializzarlo in tutte le coste del Mediterraneo ma non possiamo dire con sicurezza se il Carignano fosse un vitigno autoctono. L'analisi dei sinonimi dialettali ci porta nel centro di Carifera, in Aragona, da dove il Carignano si diffuse assumendo nomi diversi: in Francia (Carignan), in Algeria e Tunisia. Il Sulcis, cosi' come l'Isola di Sant'Antioco e San Pietro sono le zone elette di questo vitigno forte che ama i venti provenienti dal mare, ricchi di salsedine. Il vino e' ben strutturato, con alta gradazione alcolica: per questo motivo e'stato esportato in passato come vino da taglio per completare la struttura un po' debole di vini prodotti in zone più famose. La resa per ettaro non supera i 60 quintali
e quasi sempre c'e' un periodo di maturazione in botte durante il quale il vino affina le sue caratteristiche: il colore rubino carico, il profumo di prugne e ribes, il gusto caldo, intenso e persistente.
 
Monica di Sardegna
Anche se questo vitigno si trova solo in Sardegna, siamo certi che non sia autoctono: furono gli Spagnoli ad importarlo verso il Settecento con il nome di "Morillo", da cui poi "Mora", che attraverso varie corruzioni linguistiche arriva all'italiano Monica. Questo vitigno e' conosciuto come "Nieddera Manna"(Nera Grande), per i suoi acini, "Niedda de Ispagna" (Nera di Spagna) e Monaca. E' diffuso in tutta l'isola ma e' nella parte centro-meridionale che ha acquistato una notevole importanza; e' un vino a tutto pasto, un colore rosso chiaro e profumi tenui, sapore fresco e leggero.
 
Nuragus
Il Nuragus e' uno dei vitigni più antichi della Sardegna. Alcuni studiosi ritengono che sia comparso nell'isola verso il XII secoli A.C.,per opera dei Fenici, altri, (anche attraverso l'analogia con il nome delle famose costruzioni in pietra dell'età neolitica, i Nuraghi),ritengono che sia un vitigno autoctono che dall'Alta Marmilla, ai confini con la provincia di Nuoro, si è diffuso nella Trexenta, nellE colline del Parteolla, nelle pianure di Oristano e Cagliari fino al Sulcis-Iglesiente. E' sempre stato un vitigno capace di adattarsi ad ogni tipo di terreno, di resistere spesso ad epidemie di parassiti e di offrire una produzione generosa: per quest'ultima ragione infatti e' conosciuto anche con i sinonimi "pagadeppidus"(pagadebiti), "preni tineddus"(riempi tini) e "ua de is paberus"(uva dei poveri). Il Nuragus e' un vino fresco, delicato, leggermente acidulo.
 
Vermentino di Sardegna
Il Vermentino arriva in Sardegna dalla Corsica nel corso del XIX secolo, e da allora si e' diffuso in tutta l'isola: i vini sono molto piacevoli e sempre diversi, a seconda della zona di coltivazione del vitigno ed il successo nei risultati ha fatto ottenere a questo vino la DOCG. Attualmente, se si pensa alla Sardegna dei vini bianchi viene in mente il Vermentino. Il Vermentino di Sardegna e' la DOC piu'estesa e ricca di vini dell'isola. Diversamente dal Vermentino di Gallura, il Vermentino di Sardegna proviene da un vitigno coltivato in zone dai terreni piu' ricchi e fertili. La diversita' tra i vini e' dovuta soprattutto alle piccole percentuali degli altri vitigni consentiti (Chardonnay, Pinot, Sauvignon), che valorizzano le caratteristiche principali del Vermentino, come il sapore fresco, acidulo con il finale leggermente amarognolo.
 

 

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