Valdobbiadene DOCG

 

VALDOBBIADENE DOCG

Un po' di chiarezza sulle nuove denominazioni

Come dice un articolo di Francesco Arrigoni, uscito a inizio anno sul corriere.it, “il Prosecco è forse uno dei più sorprendenti successi del made in italy enologico. Con la fine dell’anno si è raggiunta quota 150 milioni di bottiglie di vino ottenute dall’omonimo vitigno coltivato solo in Veneto. Ma c’è sempre stato un problema fondamentale con il nome di Prosecco. Si vendono infatti nel mondo, le cose più disparate. Dal Prosecco Rich in lattina con testimonial Paris Hilton fino ad arrivare all’estremo opposto, e cioè l’eccezionale Cartizze che è una limitatissima produzione di prosecco dolce che nasce in una appezzamento di pochi ettari chiamato Cartizze”.

Come dice ancora Arrigoni “…c’è sempre stata una grande confusione, da bottiglie vendute a un euro a quelle vendute a cifre esagerate che arrivano a toccare e a volte superare i 20 euro. Intorno al Prosecco ci sono sempre state troppe tipologie di prodotto, troppe origini diverse. Il prosecco per consolidare il proprio successo, sconfiggere le imitazione e mettere al bando la scarsa qualità deve tutelarsi.” Dei passi importanti però, sono stati mossi nella direzione giusta con gli ultimi disciplinare che hanno permesso di tutelare meglio questa nostra grande ricchezza.

Dalla vendemmia 2009 il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene DOC è diventata “Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore”, l’area storica della denominazione rimane la stessa e la parola Superiore viene riservata alla tipologia Spumante.

Grazie a questo passaggio, Conegliano-Valdobbiadene dopo 40 anni dal riconoscimento della Denominazione (1969) entra di diritto nel vertice della classificazione italiana dei vini di qualità. L’impianto storico della Denominazione rimane intatto: come 40 anni fa, la zona di produzione è limitata ai 15 comuni collinari tra le due capitali produttive di Conegliano‐Valdobbiadene. Come tradizione, il vino viene prodotto con il taglio di uve del vitigno Glera al minimo dell’85% e per un massimo del 15% di uve Verdiso, Bianchetta, Boschera, Glera lunga varietà presenti da secoli nelle colline di Conegliano‐Valdobbiadene; per la zona storica di Conegliano‐Valdobbiadene è stata prevista anche la possibilità di evidenziare in etichetta il nome del comune o della frazione di origine elle uve, per mettere in luce tutte quelle località che nel tempo hanno acquisito una particolare vocazionalità o particolare pregio. In questo caso il nome del luogo geografico verrà preceduto dal termine tradizionale “Rive”, che sta ad indicare i vigneti posti in collina.

La nuova disciplina istituisce anche una nuova DOC che si chiamerà “Prosecco”. L’area comprende 9 province del Veneto e del Friuli dove attualmente è autorizzata la coltivazione del vitigno Prosecco: Treviso, Vicenza, Padova, Belluno, Venezia, Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste.

La nuova DOC prevede la possibilità di specificare l’area di origine delle uve per le sole province di Treviso e Trieste. Da una parte Treviso, in quanto area più storica di coltivazione con oltre il 90% di tutta la produzione attuale a Prosecco, provincia che ricomprende la denominazione storica di Conegliano‐Valdobbiadene. Dall’altra Trieste in quanto provincia in cui si trova la località di Prosecco, luogo storicamente collegato all’origine del vitigno. L’unione della tradizione produttiva di Treviso con l’origine toponomastica della località di Prosecco ha consentito di riconosere a pieno titolo “Prosecco” come Denominazione riferita ad un vino e proprietà intellettuale di uno Stato Membro, pertanto garantita dalla normativa dei prodotti di qualità della Comunità Europea.


Nelle immagini viene riportato a titolo esemplificativo un quadro riepilogativo dell’assetto delle Denominazioni e dei cambiamenti a seguito dell’entrata in vigore dei rispettivi Disciplinari di produzione. Il nostro consiglio è di affidarsi sempre alla qualità e a quei produttori, come Nino Franco, che hanno nomi consolidati nel tempo e sono per questo, sinonimo di affidabilità. Produttori che creano vini con grande esperienza e amore per la terra che li regala. Il Made in Italy è grande grazie ad aziende così.

 

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